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Elisa Filomena & Emilia Faro

Elisa Filomena & Emilia Faro

"Rocaille Coulisses"
dal 18 al 28 febbraio 2021
a cura di Federica Maria Giallombardo

 

Il termine francese rocaille ( da roc, «roccia») indica il nome con cui in Europa, a partire dal XVII secolo, si designa una tipologia di decorazione dei giardini realizzata mediante l’imitazione di ambienti naturali con l’utilizzo di espedienti artificiali – ad esempio, grotte arricchite da stalattiti, conchiglie e rocce di forma bizzarra disposte in maniera particolare. Dal secolo successivo, tali motivi ornamentali si diffondono anche nell’arredamento e nelle suppellettili: il termine è passato infatti a denominare una variante del rococò caratterizzata dalla sovrabbondanza di elementi floreali e fronzoli naturalistici come volute, conchiglie, grotteschi e altro.

 

Elisa Filomena (Torino, 1976) ed Emilia Faro (Catania, 1976) dialogano tra loro sfoggiando uno stile esuberante soltanto da “dietro le quinte” – coulisses – sottinteso nelle sue espressioni principali, necessarie, della sensualità e della bellezza. L’abbondanza di curve diventa allora ondulazione d’animo; gli elementi modellati sulla natura si mimetizzano nel gioco d’erudizione estetica, nel filtro acculturante della sociabilité e nell’erotismo teneramente alluso quale reazione contro la pesantezza della formalità. La stratificazione cromatica nelle tele di Filomena è addolcita da pennellate e colature sinuose e modulanti, a imitazione dell’imprevedibilità del fenomenico; le figure, che si manifestano in studiate pose classicheggianti, rievocano i grandi modelli del passato stagliandosi su fondali quasi incorporei e meditativi. L’equilibrio tra struttura portante e ornamento, tra sostanza vitale e orpello ridondante, nelle installazioni di Faro è artificio finissimo, unione di intelletto e natura fortemente percepiti e rispettati; riesce ad articolare fiducia e inquietudine, trasfigurazione e demistificazione, sperimentando la possibilità di conciliare libertà e costrizione, felicità privata e analisi dei contrappesi sociali.

 

Un percorso ospitale e armonioso, intimamente sfarzoso ma esternamente sfrondato e perciò leggibile in ogni suo elemento di vigore e di delicatezza; un piccolo compendio di ponderatezza a guizzi sognanti e capricciosi; uno scrigno che custodisce il senso alto della vanità e il valore allegorico implicito nel gioco delle combinazioni.