Libri antichi e prime edizioni

Il termine Prima Edizione designa la prima uscita di un’opera a stampa, viene chiamata originale la prima edizione curata dall’autore stesso; “preoroginale” quando l’opera vede la luca su riviste prima dell’uscita in volume.

Con il nome “editio princeps” (preferibile la forma latina a quella italiana di edizione principe) si usa per indicare la prima edizione di classici o di qualunque opera medievale data alle stampe nel XV o nella prima parte del XVI secolo (come la Divina Commedia stampata da Evangelista da Foligno nel 1472); rappresenta un documento prezioso

per i filologi perché oltre al valore tipografico costituisce spesso l’unico apografo di manoscritti perduti.

I bibliofili ricercano le prime edizioni o, ma a scopo di studio e non di collezione, le cosiddette ‘repliche’ (-facsimile di prime edizioni rare o esaurite).

Dato l’interesse suscitato nei bibliofili esistono molti esemplari contraffatti di prime edizioni; Fumagalli rinvia all’articolo di A. Sorani sul “Risorgimento grafico” (fasc. del 31 ottobre 1928), che tratta dei possibili trucchi praticati.

Esistono anche false prime edizioni, cioè dichiarate tali, ma precedute da

un’edizione uscita presso un altro editore.

Tra le prime edizioni famose ricordiamo il primo libro a stampa in

volgare italiano, un’edizione ‘sine notis’ (priva cioè di indicazioni relative a luogo e data di stampa e nome del tipografo) dei Fioretti di san Francesco, stampata probabilmente a Roma intorno al 1469.

Seguono, verosimilmente nel 1470, le prime edizioni del Canzoniere di Petrarca (Vindelino, Venezia) e del Decameron di Boccaccio (Terentius, Napoli).

Un repertorio delle prime edizioni italiane è stato compilato a metà del XX secolo da Marino Parenti, e molte sono segnalate nei repertori di biblioteche, libri a stampa, cataloghi di vendite.

La difficoltà esistente nel rintracciare molte delle prime opere a stampa (conservate in biblioteche private, perdute nel corso dei secoli, distrutte per motivi censori) determina comunque un largo margine di insicurezza nell’attribuzione di date e cifre: molte ricerche condotte in questo campo sono state infatti rettificate, corrette o aggiornate nel corso degli anni e non deve perciò stupire la diffidenza di molti studiosi nel proporre analisi quantitative o limiti cronologici certi.

Non sempre il concetto di prima edizione commerciale (fr. première édition dans le commerce; ing. first trade edition; ted. Er ste Handelsausgabe) corrisponde all’edizione originale (édition originale; first edition; Origtnalausgabe) che, soprattutto in Francia, indica la prima edizione comparsa con l’autorizzazione dell’autore anche se non è la prima come data. I francesi chíamano ‘préfaçon’ ogni edizione precedente non autorizzata.

È il caso, per esempio, dell’edizione Hauman (Bruxelles 1840) di Colomba che Me

Nimée pubblicò a Parigi l’anno successivo presso Magen et Comon: questa è l’edizione originale, l’altra la ‘préfaçon.

Fonti:

M. Parenti, Prime Edizioni italiane. Manuale di bibliografia pratica, Milano, 1948

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